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Storie, Racconti, Notizie sul mondo del Vino

Alfabeto di Winelivery

#beerstories – E come EBC

#beerstories – E come EBC

Alfabeto di Winelivery, Birra
Se ti stai domandando cosa sia l'EBC perchè non l'hai mai sentito nominare prima d'ora, sappi che non si tratta di uno stile birraio, ma di uno strumento per stimare il colore della birra. Nato alla fine del 1800, più precisamente nel 1883,  dall'idea di Joseph W. Lovibond di utilizzare per la prima volta dei vetrini colorati per raffrontarli al colore della birra. Questa tecnica fu usata per diversi decenni, tanto che ancora oggi si parla di gradi Lovibond [°L] per descrivere il colore della birra, ma fu abbandonata per diverse pecche. La principale era che la stima del colore era lasciata all’interpretazione umana (ovvero della persona che compara il colore della birra con il campione di vetro). Nella metà del XX secolo quindi, per ovviare alla scarsa scientificità del metodo Lovibond
#beerstories – D come Doppio Malto

#beerstories – D come Doppio Malto

Alfabeto di Winelivery, Birra
Ebbene sì ci siamo, con la lettera D non si può non parlare della leggendaria Doppio Malto. Perchè leggendaria? Perchè come ogni leggenda una grossa parte è frutto di una fantasia comune che ha intaccato la popolazione Italiana. La doppio malto infatti non esiste, ma capiamo meglio da dove si sia originata questa storia. Nel nostro paese la produzione e il commercio della birra sono disciplinate da una legge risalente a oltre cinquant’anni fa (n.1354 del 1962, “Disciplina igienica della produzione e del commercio della birra”). Il secondo articolo della legge prevede la classificazione delle birre in commercio divise in base al loro “grado Plato”(ossia la misura del grado saccarometrico, il contenuto zuccherino del mosto, prima che cominci la fermentazione). Questo dà luogo a 5 categori
#beerstories – C come Cruda

#beerstories – C come Cruda

Alfabeto di Winelivery, Birra
Saporita, nutriente, ricca e viva: la birra cruda non microfiltrata è la birra che più si avvicina a quella prodotta secoli fa (si parladi tempi risalenti fino ai Sumeri) e che, non a caso, veniva definita “pane liquido” proprio per via delle sue eccellenti caratteristiche nutrizionali. L’idea della birra cruda si rifà alla metodologia di un tempo: lasciare la birra inalterata al termine del processo produttivo, senza sottoporla ad alcun trattamento a fini conservativi e commerciali. Tutte le birre “industriali” esistenti sono infatti sottoposte alla pastorizzazione, un processo che prevede il riscaldamento della bevanda, protratto per diversi minuti (fino a 20) a temperature di almeno 60°C: ciò consente l’eliminazione dei microorganismi dalla birra stessa. Grazie a questo, la birra
#beerstories – B come Bitter

#beerstories – B come Bitter

Alfabeto di Winelivery, Birra
Lo stile birraio di cui andrò a parlarvi oggi è il Bitter Ale, uno stile che ha origine in Inghilterra durante il 1900 in piena Rivoluzione Industriale, ma che riesce tutt'ora a dominare i mercati Inglesi insieme alla Pale Ale. Nel 1900 in tutto il Regno Unito il peso dello zucchero usato nelle aggiunte era pari al 25% del peso del malto impiegato. Inoltre le densità continuò ad abbassarsi per tutto l’inizio del ventunesimo secolo stesso, perché le continue modifiche sulla tassazione resero conveniente creare birre con densità più basse. Fu solo dopo la Seconda Guerra Mondiale che in Inghilterra si iniziò a produrre birre con tasso alcolico molto basso con malto Pale ( infatti la gradazione delle Bitter parte dal 3% fino a un massimo del 7%), definite Pale Ale Light, ma l'utilizzo del t
#beerstories – A come American Pale Ale

#beerstories – A come American Pale Ale

Alfabeto di Winelivery, Birra
Lo stile American Pale Ale, uno dei più apprezzati tra le birre artigianali, è nato negli Stati Uniti dove i mastri birrai iniziarono ad utilizzare i luppoli autoctoni, comunemente più fruttati e meno erbacei e resinosi di quelli inglesi, per creare una birra con cui i coloni appena sbarcati dal vecchio continente potessero festeggiare la riuscita della traversata. O almeno, questa è la versione più poetica, in realtà è un stile piuttosto giovane nato per contrastare l'utilizzo dei luppoli inglese. L'acronimo con cui è conosciuto è APA; Il termine Ale indica una birra prodotta con lieviti di alta fermentazione, Pale invece sottolinea il colore della birra. La birra che si ottiene spesso viene confusa con un altro stile, l' Indian Pale Ale ( IPA ), simile all'apparenza ma che può raggiun
L’alfabeto del vino – V come Verdicchio

L’alfabeto del vino – V come Verdicchio

Alfabeto di Winelivery
Oggi vi racconto la storia di uno dei miei vitigni preferiti: il verdicchio. Un vitigno autoctono tipico delle Marche dal quale si ricava un ottimo vino bianco vinificato in purezza che, secondo un recente studio, risulta essere il vino bianco "fermo" con più riconoscimenti dalle guide italiane del settore. Viene anche chiamato: Verzello, Verdone, Trebbiano di Soave, Marino, Verdicchio giallo, Trebbiano verde, Marino, Turbiana, uva marana, Verdicchio verde, marchigiano, Uva Aminea, Trebbiano di Lugana. Le principali zone di coltivazione sono quella dei Castelli di Jesi (AN) e un’area più ristretta nel comune di Matelica (MC), entrambe contrassegnate dalla D.O.C. e per le Riserva dalla D.O.C.G. Sull'origine del Verdicchio non si hanno molte notizie si sa solo che l'arrivo della vite in q
L’alfabeto del vino – T come Timorasso

L’alfabeto del vino – T come Timorasso

Alfabeto di Winelivery
Un vitigno autoctono dalle origini antiche di cui si hanno testimonianze già nel XIV secolo, nel Trattato di agronomia di Pietro de’ Crescenzi, e nel Bollettino Ampelografico del Di Rovasenda, del 1885, ma che solo dalla fine degli anni 80 è tornato ad essere coltivato nelle zone d'origine come le Valli Curone, Grue, Ossona e in Val Borbera, in un 'area dove la vite trova un valido "habitat" grazie al terreno, al lungo soleggiamento e alla posizione al riparo dei venti. La sua produzione è piuttosto ridotta, ma di qualità. Il vino che se ne ricava, di buona struttura, è assai rinomato tra i buongustai; appartiene all'ultima generazione dei "bianchi" della provincia di Alessandria, nonostante le sue origini antiche. Il timorasso ha sempre dimostrato una scarsa adattabilità a condizioni c
L’alfabeto del vino – S come Sauvignon Blanc

L’alfabeto del vino – S come Sauvignon Blanc

Alfabeto di Winelivery
Uno dei vitigni più famosi al mondo è il Sauvignon Blanc un vitigno a bacca bianca che arriva dalla zona Bordolese del Sud Ovest della Francia.  Dalle sue bacche difatti si vinificano molti dei vini più rinomati e ricercati. Il suo apprezzamento deriva soprattutto dai particolari aromi che rilascia attraverso il vino. Altri nomi con il quale è conosciuto sono Bordeaux Bianco, Blanc Fumè e Sauvignon Blanc. Il suo nome deriva dalla parola francese "sauvage", la cui traduzione è selvaggio, per sottolineare il suo essere autoctono nella zona sud/ovest della Francia. Di questo vitigno ne esistono altre varietà che variano nel colore della bacca, passando da colori rossastri, a colori giallo/verdastri, fino ad arrivare a tonalità quasi nere. E’ un vitigno semi aromatico riconoscibile immedia
L’alfabeto del vino – R come Riesling

L’alfabeto del vino – R come Riesling

Alfabeto di Winelivery
Di Riesling si inizia a parlare intorno al 1400, quando partendo dalle valli del Reno, questo vigneto si diffuse in tutta la Germania, dove molto tempo prima i Romani avevano introdotto la viticultura. Le recenti analisi genetiche affermano che sia un incrocio tra tre varietà di vigneti: - Un vitigno autoctono già in possesso dei Germani che rende la bacca del Riesling piccola e resistente al freddo. - Il Traminer importato dai Romani che si incrociò, probabilmente spontaneamente, portando così un netto miglioramento qualitativo. - L’Heunisch, vitigno importato dagli unni ed innestato agli altri due per conferire alle uve un’aciditá stabile e fragrante. Il suo nome pare tragga origine da "reissende tiere", ovvero animale selvatico, a causa del suo aroma che ricorda vagamente l’
L’alfabeto del vino – P come Passerina

L’alfabeto del vino – P come Passerina

Alfabeto di Winelivery
Questo vitigno autoctono dell'Italia centrale contende le sue origini tra la zona di Frosinone e le Marche poiché, essendo stato coltivato fin dall’antichità in tutto il Centro Italia anche con nomi diversi (Uva passera, Caccione, Uva d’oro, Trebbiano di Teramo, Campolese, Trebbiano Dorato, Trebbiano Scenciato, uva Fermana e Cacciadebiti ) è difficile stabilirne l’esatta origine, seppur gli studiosi siano quasi tutti certi che provenga dalle Marche. Di certo si sa che il suo nome particolare si deve alla ghiottoneria che i passeri hanno per le sue bacche particolarmente dolci e ricche di sostanze benefiche come la quercitina. Un fatto molto curioso è dato da uno dei suoi sinonimi, Cacciadebiti: si dice che questo nome sia nato perchè in passato questo vino prelibato veniva utilizzato come
L’alfabeto del vino – N come Nebbiolo

L’alfabeto del vino – N come Nebbiolo

Alfabeto di Winelivery
Definito la "regina delle uve nere" il nebbiolo è il più antico vitigno a bacca nera di Piemonte e Lombardia (Valtellina), ma anche uno dei più pregiati e nobili d'Italia. Le prime citazioni storiche si hanno dalla fine del Duecento, ma solo a partire dal XIX secolo il Nebbiolo viene frequentemente citato nelle opere dei più famosi ampelografi ( coloro che descrivono e classificano i vitigni sul piano della morfologia esterna), inoltre, il Nebbiolo, è parte dello statuto comunale di La Morra dal 1431. Il suo nome deriverebbe da “nebbia”: secondo alcuni perché i suoi acini danno l’impressione di essere “annebbiati”, ricoperti dalla pruina ( velo ceroso che si deposita sulla superficie degli acini ) abbondante; secondo altri, invece, perché la maturazione tardiva dell’uva spinge la ven
L’alfabeto del vino – M come Morellino

L’alfabeto del vino – M come Morellino

Alfabeto di Winelivery
Diversi reperti archeologici risalenti al periodo degli etruschi, rinvenuti nelle zone di Scansano e nella valle dell’Albegna, dimostrano come già nell'antichità la coltivazione della vite fosse un elemento importante nella vita del popolo etrusco. Orci di terracotta, risalenti al V secolo a.c., nei quali sono stati ritrovati semi di vitis vinifera, statuette bronzee raffiguranti offerenti che impugnano la roncola, strumento tipico del vendemmiatore fino quasi ai nostri giorni, sono solo alcuni dei reperti rinvenuti presso la località rurale degli Usi, fra il comune di Scansano e Semproniano, e presso il sito di Ghiaccioforte, località tra Scansano e Saturnia. Ed è proprio con la conquista della Fortezza di Ghiaccioforte, nel 280 a.C. circa, che i romani si impossessano dei territori scans
L’alfabeto del vino – L come Lacrima di Morro

L’alfabeto del vino – L come Lacrima di Morro

Alfabeto di Winelivery
Della storia di questo vigneto si conosce molto poco, si sa soltanto che già in tempi remoti era conosciuto. Nel 1167 durante l'assedio di Ancona, Federico Barbarossa, costrinse la popolazione a portargli le prelibatezze della zona e tra queste c'era anche il famoso succo d’uva di Morro d’Alba. Grazie al riconoscimento della denominazione di origine controllata, nel 1985, e all'impegno di alcune cantine della zona, il vitigno è riuscito a sopravvivere e non ad essere rimpiazzato da altre viti consolidando le sue qualità e a migliorarle fino ad ottenere l'eccezionale prodotto che si ha oggi. La DOC per essere tale deve rispettare un requisito fondamentale, deve comprendere l'85% di Lacrima con l’aggiunta di Montepulciano e/o Verdicchio nella misura del 15% massimo. In realtà quasi la
L’alfabeto del vino – I come Inzolia!

L’alfabeto del vino – I come Inzolia!

Alfabeto di Winelivery
Il più antico vitigno presente in Sicilia è un autoctono a bacca bianca e ha caratteristiche uniche che lo rendono particolarmente adatto alla produzione di vini secchi dal carattere deciso. I modi per chiamarlo sono molteplici: Ansonica, ‘Nzolia, Ansòria, Insolia di Palermo, Insolia, Inselida, Insora, Ansora, Insolita di Palermo, Zolia Bianca, Insedia, Ansolica, Anzonica, Ansolia, Nzolia Moscatella, Uva del Giglio, ma a noi piace chiamarlo Inzolia. Sulle sue origini, secondo gli esperti, ci sono due possibilità: la prima colloca l'origine del vitigno in Francia, infatti uno dei sinonimi con cui è chiamato il vitigno è Ansòria, che in francese significa "color oro", (riferendosi al colore particolare delle foglie essiccate) e la diffusione potrebbe essere avvenuta grazie alle conquiste
L’alfabeto del vino – G come Grechetto!

L’alfabeto del vino – G come Grechetto!

Alfabeto di Winelivery
Oggi proponiamo il Grechetto! Questo vitigno a bacca bianca prende il suo nome per dalle sue origini elleniche, risale infatti alla colonizzazione greca del VII secolo AC che nella nostra penisola vide la nascita della Magna Grecia. Sostanzialmente è grazie alla colonizzazione greca se in Italia ha avuto inizio la viticoltura: la civiltà greca importò numerose viti, che diedero origine anche al gruppo dei vitigni Greco e Grechetto, uve con specifiche differenti ma identificate in un solo gruppo data la loro origine. L'Umbria la si trova al primo posto per estensioni vitate di questa varietà, ma anche alcune regioni limitrofe come la Toscana ne hanno una buona quantità. Una sola uva per una marea di nomi: Grechetto nostrale o Greco spoletino, Greco bianco di Perugia, Gre
L’alfabeto del vino – F… come Falanghina!

L’alfabeto del vino – F… come Falanghina!

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La storia narra di origini risalenti a colonizzazioni elleniche, come la maggior parte dei vitigni presenti nel sud del Bel Paese. La Falanghina si trova storicamente in due zone della campania: nel Taburno, ovvero le pendici meridionali di Montesarchio e Bonea, nei Campi Flegrei, in provincia di Napoli. L’etimologia del nome falanghina parrebbe avere più di un’origine: potrebbe essere figlia del Falerno Bianco, antico vino campano già conosciuto al tempo degli antichi Romanio o derivare semplicemente da “falange”, ovvero il palo utilizzato per mantenere i tralci, molto vigorosi, che non consentono una coltivazione ad alberello. Da ricerche recenti sul Dna del vitigno è stata evidenziata la presenza di due diversi cloni: uno beneventano e l’altro flegreo, differenti per forma e dimen
L’alfabeto del vino – E… come Etna DOC

L’alfabeto del vino – E… come Etna DOC

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Tra le più giovani DOC italiane troviamo l'Etna DOC, istituita con il decreto del 27/09/1. Questa particolare DOC accorpa vini prodotti nella provincia di Catania, precisamente nei comuni di Acireale, Aci Sant’Antonio, Belpasso, Biancavilla, Castiglione, Giarre, Linguaglossa, Mascali, Milo, Nicolosi, Paternò, Pedara, Pidemonte, Randazzo, Santa Maria di Licodia, Sant’Alfio, Santa Venerina, Trecastagni e Zafferana. Per poter ricevere la DOC è necessario che le viti siano cultivate e vinificate nel territorio della DOC. Quali sono i vini della DOC? Etna bianco Etna bianco superior Etna rosso Etna rosso riserva Etna rosato Etna spumante  Un po’ di storia… L’uomo apparve sulle terre siciliane nel lontano Paleolitico, 20.000 A.C., ancora più antiche sono le no
L’alfabeto del vino – D… come Durello!

L’alfabeto del vino – D… come Durello!

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La zona collinare compresa tra le provincie di Verona e Vicenza, La Val d'Alpone, dove i rilievi man mano si trasformano nelle Alpi, è una zona vitivinicola molto produttiva, favorita dall'origine vulcanica del terreno. E' la zona del Durello, un vino tutto da conoscere, che si va sempre più affermandsi non avendo molto da invidiare a vini più quali Amarone, Valpolicella e Soave. Il 2 febbraio è stata costituita l'Associazione temporanea di Impresa per l'inserimento dell'area nella tentative list italiana dei siti Unesco: l'intera Val d'Apone potrebbe presto diventare patrimonio UNESCO. L'Uva Durella Il Durello è espressione tanto di un territorio quanto di un antico vigneto: la Durella, che ricopre i versanti delle vallate fondendosi di quando in quando con i ciliegi, anch'es
L’alfabeto del vino – C come… Cabernet Sauvignon!

L’alfabeto del vino – C come… Cabernet Sauvignon!

Alfabeto di Winelivery
Si dice che  il Cabernet Sauvignon abbia origini dall'Epiro, altre voci riferiscono che invece si tratti della vitis caburnica descritta da Plinio il Vecchio nel suo Naturalis Historia. Qualunque sia la sua storia questo vitigno ha origine francese, dalla zona di Bordeaux e venne importato in Italia dal conte Manfredo di Sambury nel 1820 .Il nome Sauvignon deriva dal francese sauvage -“selvaggio”.   Nel 1996 il dipartimento di enologia e viticoltura dell'Università della California a Davis, grazie a test genetici hanno dimostrato che il Cabernet Sauvignon è un incrocio, probabilmente spontaneo, risalente al XVII secolo, tra un vitigno a bacca rossa, il Cabernet Franc e un vitigno a bacca bianca, il Sauvignon Blanc. Il Cabernet Sauvignon viene anche usato per la
L’alfabeto del vino – B… come Bonarda

L’alfabeto del vino – B… come Bonarda

Alfabeto di Winelivery
Nella provincia di Pavia, nelle terre dell'Oltrepò Pavese, nasce la Bonarda. Vino la cui produzione è a base di Croatina, ha ottenuto la DOC nel 2010 con la denominazione ufficiale di “Bonarda dell'Oltrepò Pavese”. Alcune voci danno un origine longobarda al nome Bonarda: si dice che il nome deriverebbe dal patronimico “Bono” con l’aggiunta del suffisso “hard” – dal longobardo “forte e coraggioso”. A dar man forte a questa teoria il fatto che Pavia è stata capitale Longobarda per lungo tempo e il territorio ad essa annesso copriva gran parte dell’Oltrepò. Altra chicca che ci regala la Bonarda riguarda il nome dell’uva da cui viene prodotta: la Croatina. L’etimologia della parola Croatina deriverebbe da “croatta”, “cravatta” e starebbe ad indicare il vino da bere nei giorni
L’alfabeto del vino – A… come Amarone!

L’alfabeto del vino – A… come Amarone!

Alfabeto di Winelivery
"Questo non è un Amaro, è un Amarone!!!" Disse il capo-cantina Adelino Lucchese nella primavera del 1936, nella Cantina Sociale Valpolicella, dopo aver assaggiato il vino che trovò in una botte di Recioto dimenticata da chissà quanto tempo. Cos'era successo al Recioto? Il processo di fermentazione del Recioto viene interrotto a metà per consentire al vino di trattenere la parte zuccherina dell'uva: nella botte dimenticata invece, il vino ha continuato a fermentare e la parte zuccherina si è trasformata tutta in alcool, donandogli il particolare gusto secco ed amaro. Il nome di Amarone si iniziò ad usare in etichetta dal 1938, grazie al direttore della cantina di allora, Gaetano Dall’Ora. Anche se per trovare il giusto livello di fermentazione ci vollero anni, perchè il risultato non era