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Storie, Racconti, Notizie sul mondo del Vino

Tag: bianco

Cantina 366, dalla passione all’evoluzione del vino

Cantina 366, dalla passione all’evoluzione del vino

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Il Canavese, terra della Cantina 366 Siamo ad Agliè, un piccolo comune della provincia di Torino, situato nelle bellezze del Canavese. Qui molti fiumi fanno da padroni, rendendo l'intera zona particolarmente fertile e rigogliosa, trasformandosi in un paradiso fatto di parchi e riserve naturali dove è possibile rifugiarsi e immergersi nella natura concedendosi un totale relax. I terreni che troviamo sono di origine morenica, sciolti e ricchi di minerali, dislocati intorno allo splendido Lago di Viverone che fa da sfondo in un paesaggio punteggiato di vigne e campi coltivati. La natura di questo territorio ha fatto sì che si creassero le condizioni ideali per la coltivazione della vite, rendendo l'offerta di vini piemontesi una delle prime in Italia per varietà e qualità dove l'att
L’alfabeto del vino – V come Verdicchio

L’alfabeto del vino – V come Verdicchio

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Oggi vi racconto la storia di uno dei miei vitigni preferiti: il verdicchio. Un vitigno autoctono tipico delle Marche dal quale si ricava un ottimo vino bianco vinificato in purezza che, secondo un recente studio, risulta essere il vino bianco "fermo" con più riconoscimenti dalle guide italiane del settore. Viene anche chiamato: Verzello, Verdone, Trebbiano di Soave, Marino, Verdicchio giallo, Trebbiano verde, Marino, Turbiana, uva marana, Verdicchio verde, marchigiano, Uva Aminea, Trebbiano di Lugana. Le principali zone di coltivazione sono quella dei Castelli di Jesi (AN) e un’area più ristretta nel comune di Matelica (MC), entrambe contrassegnate dalla D.O.C. e per le Riserva dalla D.O.C.G. Sull'origine del Verdicchio non si hanno molte notizie si sa solo che l'arrivo della vite in q
L’alfabeto del vino – T come Timorasso

L’alfabeto del vino – T come Timorasso

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Un vitigno autoctono dalle origini antiche di cui si hanno testimonianze già nel XIV secolo, nel Trattato di agronomia di Pietro de’ Crescenzi, e nel Bollettino Ampelografico del Di Rovasenda, del 1885, ma che solo dalla fine degli anni 80 è tornato ad essere coltivato nelle zone d'origine come le Valli Curone, Grue, Ossona e in Val Borbera, in un 'area dove la vite trova un valido "habitat" grazie al terreno, al lungo soleggiamento e alla posizione al riparo dei venti. La sua produzione è piuttosto ridotta, ma di qualità. Il vino che se ne ricava, di buona struttura, è assai rinomato tra i buongustai; appartiene all'ultima generazione dei "bianchi" della provincia di Alessandria, nonostante le sue origini antiche. Il timorasso ha sempre dimostrato una scarsa adattabilità a condizioni c
Tenute Gregu – Spirito Giovane

Tenute Gregu – Spirito Giovane

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Quella della famiglia Gregu è una storia che parte da lontano, dai primi anni 20 del ‘900 in Barbagia dove si dedica, per più di novant’anni, alla coltivazione della vite e alla produzione di vino per il consumo domestico o per essere venduto sfuso in paese e nei dintorni. Con queste radici non potevano non nascere dei rami più giovani e intraprendenti che decisero di trasferirsi in Gallura per riprendere le origini di famiglia, gli insegnamenti degli antenati giovani e forti, unendoli ad una visione nuova e a un progetto vitivinicolo. Nascono così le Tenute Gregu, un’azienda vinicola in Sardegna che vuole essere espressione di tradizione e innovazione, di qualità ed eccellenza nella produzione dei vitigni tipici della Gallura e della Sardegna. Arrivare alle Tenute Gregu significa e
L’alfabeto del vino – R come Riesling

L’alfabeto del vino – R come Riesling

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Di Riesling si inizia a parlare intorno al 1400, quando partendo dalle valli del Reno, questo vigneto si diffuse in tutta la Germania, dove molto tempo prima i Romani avevano introdotto la viticultura. Le recenti analisi genetiche affermano che sia un incrocio tra tre varietà di vigneti: - Un vitigno autoctono già in possesso dei Germani che rende la bacca del Riesling piccola e resistente al freddo. - Il Traminer importato dai Romani che si incrociò, probabilmente spontaneamente, portando così un netto miglioramento qualitativo. - L’Heunisch, vitigno importato dagli unni ed innestato agli altri due per conferire alle uve un’aciditá stabile e fragrante. Il suo nome pare tragga origine da "reissende tiere", ovvero animale selvatico, a causa del suo aroma che ricorda vagamente l’