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Tag: beergeeks

Quando una Birra è realmente artigianale?

Quando una Birra è realmente artigianale?

620 passi, beerstories, birra artigianale
Se ami la birra artigianale ma non sai assolutamente niente a riguardo, ecco le risposte che cerchi! Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un vero e proprio boom delle birre artigianali. Dagli stili classici alle ricette più sperimentali, ce n'è davvero per tutti i gusti. Ma quando possiamo veramente definire una birra "artigianale", e perché lo facciamo? Dal 2016 esiste in Italia una definizione legislativa, che permette di stabilire quando una birra è realmente "artigianale" in base a canoni ben precisi. Cerchiamo quindi di fare un po' di chiarezza in merito, definendo le peculiarità principali di questa categoria. 4 caratteristiche imprescindibili per una birra artigianale Una birra artigianale non può essere pastorizzata. E' uso comune delle grandi multinazionali svolgere u

Con Paulaner e Winelivery la birra madre dell’Oktoberfest arriva a casa tua!

Notizie
Cari beergeeks, come sapete noi di Winelivery non ci occupiamo solo di vino, ma anche di birra e come sappiamo benissimo tutti non c'è festa più attesa dell'Oktoberfest! Quindi come potevamo rinunciare all'opportunità di farvela vivere direttamente nelle vostre case? E chi meglio di Paulaner per aiutarci in questa missione ? La festa della birra di Monaco non è solo la più grande festa popolare del mondo, è sopratutto una tradizione molto sentita, nella quale si esprime la gioa di vivere degli abitanti di Monaco e il loro amore per la birra da sorseggiare in allegra compagnia. Il marchio Pualaner è profondamente legato  a questa tradizione, infatti ogni anno milioni di visitatori si orientano con la famosa torre Paulaner e si recano nei tendoni per abbeverarsi dei loro prodotti
#beerstories – E come EBC

#beerstories – E come EBC

beerstories, winestories
Se ti stai domandando cosa sia l'EBC perchè non l'hai mai sentito nominare prima d'ora, sappi che non si tratta di uno stile birraio, ma di uno strumento per stimare il colore della birra. Nato alla fine del 1800, più precisamente nel 1883,  dall'idea di Joseph W. Lovibond di utilizzare per la prima volta dei vetrini colorati per raffrontarli al colore della birra. Questa tecnica fu usata per diversi decenni, tanto che ancora oggi si parla di gradi Lovibond [°L] per descrivere il colore della birra, ma fu abbandonata per diverse pecche. La principale era che la stima del colore era lasciata all’interpretazione umana (ovvero della persona che compara il colore della birra con il campione di vetro). Nella metà del XX secolo quindi, per ovviare alla scarsa scientificità del metodo Lovibond
#beerstories – D come Doppio Malto

#beerstories – D come Doppio Malto

beerstories
Ebbene sì ci siamo, con la lettera D non si può non parlare della leggendaria Doppio Malto. Perchè leggendaria? Perchè come ogni leggenda una grossa parte è frutto di una fantasia comune che ha intaccato la popolazione Italiana. La doppio malto infatti non esiste, ma capiamo meglio da dove si sia originata questa storia. Nel nostro paese la produzione e il commercio della birra sono disciplinate da una legge risalente a oltre cinquant’anni fa (n.1354 del 1962, “Disciplina igienica della produzione e del commercio della birra”). Il secondo articolo della legge prevede la classificazione delle birre in commercio divise in base al loro “grado Plato”(ossia la misura del grado saccarometrico, il contenuto zuccherino del mosto, prima che cominci la fermentazione). Questo dà luogo a 5 categori
#beerstories – C come Cruda

#beerstories – C come Cruda

beerstories
Saporita, nutriente, ricca e viva: la birra cruda non microfiltrata è la birra che più si avvicina a quella prodotta secoli fa (si parladi tempi risalenti fino ai Sumeri) e che, non a caso, veniva definita “pane liquido” proprio per via delle sue eccellenti caratteristiche nutrizionali. L’idea della birra cruda si rifà alla metodologia di un tempo: lasciare la birra inalterata al termine del processo produttivo, senza sottoporla ad alcun trattamento a fini conservativi e commerciali. Tutte le birre “industriali” esistenti sono infatti sottoposte alla pastorizzazione, un processo che prevede il riscaldamento della bevanda, protratto per diversi minuti (fino a 20) a temperature di almeno 60°C: ciò consente l’eliminazione dei microorganismi dalla birra stessa. Grazie a questo, la birra
#beerstories – B come Bitter

#beerstories – B come Bitter

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Lo stile birraio di cui andrò a parlarvi oggi è il Bitter Ale, uno stile che ha origine in Inghilterra durante il 1900 in piena Rivoluzione Industriale, ma che riesce tutt'ora a dominare i mercati Inglesi insieme alla Pale Ale. Nel 1900 in tutto il Regno Unito il peso dello zucchero usato nelle aggiunte era pari al 25% del peso del malto impiegato. Inoltre le densità continuò ad abbassarsi per tutto l’inizio del ventunesimo secolo stesso, perché le continue modifiche sulla tassazione resero conveniente creare birre con densità più basse. Fu solo dopo la Seconda Guerra Mondiale che in Inghilterra si iniziò a produrre birre con tasso alcolico molto basso con malto Pale ( infatti la gradazione delle Bitter parte dal 3% fino a un massimo del 7%), definite Pale Ale Light, ma l'utilizzo del t