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Le 4 domande più frequenti rivolte a un sommelier

Winelivery ha raccolto le domande che spesso vengono poste ai sommelier, alle quali l’Accademia Internazionale Degustibuss ci ha aiutato a rispondere.

Spesso la figura del Sommelier, all’interno del contesto ristorativo e non, viene interpretata in modo ambiguo da persone non pratiche del settore enologico, quasi fosse uno stregone in grado di darci tutte le risposte, semplicemente osservando e roteando un calice.

In realtà, l’arte della “sommellerie” fornisce gli strumenti per interpretare le caratteristiche principali di un vino alla figura professionale del Sommelier. Sta poi alla sua esperienza e competenza trarre conclusioni corrette.

Noi di Winelivery abbiamo deciso di riportare un breve elenco con le 4 domande (e le risposte) più frequenti che ci poniamo osservando un Sommelier al lavoro.

  1. Perché odorare il tappo? Un tappo di sughero può rivelare molte cose sul vino dal suo odore. Esso infatti non deve presentare odori sgradevoli. E’ altrimenti molto probabile che anche il vino stesso sia alterato o presenti delle impurità.
  2. Perché roteare il calice? Da molti ritenuto un semplice esercizio di stile, quest’azione, oltre ad aiutare l’ossigenazione del vino per l’analisi olfattiva, in realtà risulta utile al sommelier per valutare, in base agli archetti formati dal vino sulle pareti del bicchiere la consistenza e la struttura di un vino. Se un vino ruota molto velocemente, senza “sporcare” il calice, si tratterà di un vino di facile beva, poco corposo, molto spesso giovane. Se, al contrario, sul bicchiere saranno ben visibili gli archetti formati dall’alcol e i residui tannici e zuccherini, il vino sarà ben strutturato e di buon corpo. Attenzione, questa pratica non viene assolutamente presa in considerazione per l’analisi degli spumanti!
  3. Perché “annusare” il vino? Mettere il naso dentro al bicchiere è un altro gesto che ai più risulta essere bizzarro e incomprensibile. Nel concreto, invece, ciò permette al sommelier di capire non solo le principali caratteristiche organolettiche del vino, ma anche, attraverso alcuni profumi specifici, eventuali procedimenti di affinamento a cui esso è stato sottoposto, come l’invecchiamento in botte.
  4. Perché “scaraffare” alcuni vini utilizzando il decanter? A volte può capitare di vedere, nei film o in alcuni ristoranti, vini serviti in un grosso vaso di vetro dalla forma decisamente singolare. Quest’oggetto, il decanter appunto, viene utilizzato nella cosiddetta fase di “decantazione” del vino: alcune bottiglie particolarmente pregiate e costose vengono versate nel decanter filtrandone il contenuto, che può presentare sedimenti dovuti al lungo invecchiamento. Grazie al decanter inoltre potremo valorizzare al meglio i profumi anche dei vini che sono rimasti per anni “imprigionati” nelle loro bottiglie.

 

Se questo articolo vi ha in qualche modo incuriositi, vi invitiamo a visitare il sito dell’Accademia Internazionale Degustibuss, la quale organizza numerosi corsi di degustazione e corsi di qualificazione professionale per Sommelier in moltissime città italiane e internazionali.

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