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Podere Cavaga ed i suoi Franconia

 

Il Franconia di Podere Cavaga rappresenta il nostro esordio con questo vitigno così poco conosciuto ma così tanto interessante da averci praticamente subito convinto non appena ricevuto le campionature.

Siamo in Lombardia, esattamente vicino alle rive del Lago di Iseo, dove l’azienda Podere Cavaga, oltre a tre diverse interpretazioni dello Chardonnay aziendale come Metodo Classico, propone due etichette dedicate al Franconia, vitigno rosso diffuso principalmente in Francia, Germania, Cecoslovacchia, Ungheria e Jugoslavia mentre in Italia ha trovato terroir particolarmente votati alla sua coltivazione in Friuli, Veneto, Trentino e Lombardia.

Nella maggior parte dei casi questa particolare uva viene utilizzata per la vinificazione in purezza ed altre, ma in minima parte, in blend con altre per donare ai vini quelle che sono le sue caratteristiche principali quali una tonalità di colore rosso rubino vivo ed il particolare profumo dove lavorano all’unisono vinosità e note fruttate molto marcate.
I vini che se ne ottengono in purezza risultano essere di buon corpo e dotati di una buona alcolicità con una nota di merito all’acidità, sempre equilibrata e fondamentale per donare bevibilità anche quando passa qualche anno in affinamento.

Podere Cavaga lo interpreta essenzialmente attraverso due rossi ed un metodo classico rosato dove, nel primo caso, si ha a che fare con un bicchiere capace di adattarsi perfettamente all’attuale stagione in corso, con i primi freddi autunnali e piatti tradizionalmente dedicati alle carni con le quali, grazie alla sua capacità di adattamento e bevibilità, diventa partner ideale.

Il secondo, in pratica una riserva, denominato Vigna Alta millesimo 2012, raggiunge secondo noi la massima espressione dove, con l’aiuto di una permanenza ed affinamento in legno, ci troviamo ad avere a che fare con un vino profondo, dal colore affascinante viste le note di rubino intense e profonde e profumi floreali e fruttati dominati all’inizio da note di viola seguite poi da lampone e ricordi di ciliegia e fragola.

Sul palato, all’inizio, si percepiscono delle nette quanto inaspettate mineralità dovute, essenzialmente, ai terroir dove vengono coltivate le uve, seguite poi dalle caratteristiche primarie del Franconia e quindi morbidezza ed eleganza legate ad una innegabile facilità di beva che riporta la mente ai Cabernet Sauvignon friulani, ma senza le classiche tendenze al cuoio e tabacco sostituite da una speziatura lieve e duratura che accompagna nella persistenza in bocca del vino.

Il terzo invece è figlio di una vinificazione in rosato e successiva fermentazione su lieviti selezionati che lo portano, dopo 36 mesi, ad essere un Metodo Classico diverso dove, insieme alle note appena descritte per i cugini rossi, appaiono d’incanto sensazioni di crosta di pane ed una esaltazione delle note fruttate che permangono nel gusto fino alla chiusura della beva, con una nota lievemente amarognola che ne favorisce la richiesta di un nuovo bicchiere a strettissimo giro!

In pratica, dopo aver iniziato la nostra collaborazione grazie al loro Franciacorta Brut, sempre capofila inarrivabile, iniziamo ora ad allargare gli orizzonti grazie ai rossi descritti che, a nostro parere, potrebbero riscuotere un bel successo nei tanti locali milanesi dove andremo a proporli, senza dimenticare l’altra etichetta, lo Chardonnay che ogni volta sembra non destare il nostro interesse ma che alla fine, come sempre, andrà a piazzarsi sul podio dei più venduti.