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Carus Vini, lavori in corso!

 

 

Vi avevamo già parlato della cantina Carus Vini, una delle eccellenze della sotto-zona Classico della produzione del Chianti (per chi volesse rinfrescarsi la memoria, trovate facilmente l’articolo nel nostro sito).

Da sempre la loro attenzione verso l’ambiente ha portato ottimi risultati, con l’obiettivo di ridurre l’impatto sul terreno e dare le migliori rese per la produzione del vino. Queste scelte sono state rese possibili dall’approccio che questa cantina ha con il territorio, grazie, ad esempio, all’installazione di pannelli fotovoltaici sul tetto, che permette una produzione propria di energia.

Tutto ciò è possibile solo grazie alla dedizione che il personale mostra in questo progetto, seguendo accuratamente tutti i passaggi, elementi preliminari alla buona riuscita del prodotto finale.

Giovanni Celani, il cantiniere, il quale vive direttamente in azienda, coordina i lavori sui campi nelle varie fasi con un gruppo di lavoranti stagionali fidati, che impiegano centinaia di ore per ettaro prima che l’uva raggiunga la cantina. Il suo compito è quello di seguire in continuazione l’evoluzione dei vini per ottimizzarne la qualità nel loro percorso tra tini in acciaio a temperatura controllata e barrique in legno. Anche l’agronomo Fabio Burroni supporta l’azienda in maniera continuativa per le lavorazioni in campagna, che devono essere compiute anche in situazioni climatiche avverse.

Proprio Giovanni Celani ci ha aggiornato sulle operazioni in atto nelle loro terre, raccontandoci un po’ la storia dei loro impianti, sia dei vecchi ancora in produzione, sia degli ammodernamenti in corso.

“Gli impianti vecchi ora in produzione sono poco più di 8 ettari, con un’esposizione prevalentemente da nord a sud, con alcuni che vanno da ovest a est seguendo le pendici della collina.
In queste vigne che hanno tra i 25 e i 30 anni, troviamo una densità di impianto di circa 4000 piante a ettaro, con una distanza tra i filari di 3 metri e la potatura prevalentemente a cordone speronato.
I nuovi impianti, circa 4 ettari, hanno una densità maggiore (5000 piante/ha) con la distanza tra i filari di 2,5 mt. In questi la potatura sarà a guyot per forzare meno le piante ed ottenere una maggior resistenza ad alcune patologie.
Inoltre stiamo sperimentando l’uso di particolari trattamenti (induttori di resistenza) per stimolare le difese naturali delle piante e limitare l’uso di prodotti a base di rame e zolfo, ormai sempre più controllati in agricoltura biologica.
I risultati sembrano incoraggianti anche se i costi sono ancora proibitivi ed il clima non sempre aiuta.”
Continuate a seguirci per rimanere aggiornati sugli sviluppi di questa cantina!
Stay tuned!