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“SALVIAMO L’ACQUA, BEVIAMO BIRRA”… Responsabilmente!

Scritto da Maria Costanza Trombini


Abbiamo scomodato Chris Young per ricordarvi, in questo Dicembre di spumanti e champagne, di degustare fuori dal coro: non solo bollicine dorate per i brindisi delle festività, ma le care vecchie bionde, rosse o scure… Antiche ma sempre attuali.

Nel nostro precedente articolo vi abbiamo raccontato 4 lampo-curiosità sulle origini della birra:
etimologia della parola, quando e dove nacque, varie ed eventuali… per non farti trovare impreparato nelle prossime righe puoi consultarlo qui:
“A TUTTO… GAS? NO, A TUTTA BIRRA!

Ma cari simpatizzanti del luppolo, credevate fosse finita lì? Winelivery vi porta costantemente in dono “buone nuove” per farvi belli, in questo caso, con i vostri compagni di pinta.

Perciò bando alle ciance e rullo di tamburi…

Se assunta in moderate quantità, la Birra fa bene!

Ci siamo svegliati stamane pensando di creare falsi miti e leggende metropolitane?

Certo che no, a dirlo è uno studio pubblicato dall’American Journal of Clinical Nutrition,
forse datato ma mai smentito, secondo il quale un moderato consumo di birra rinforzi le ossa ed aiuti chiaramente a combattere l’osteoporosi, grazie alla presenza del silicio, minerale appunto essenziale per la formazione di ossa e tessuto connettivo. 

Altre voci di corridoio sostengono che riduca il rischio di patologie cardiache, che aiuti la digestione,
che sia un analgesico naturale e addirittura un antidepressivo…

Non sappiamo dove finisca la realtà ed inizi la fantasia, ma una cosa è certa:
come dicevano i latini “
est modus in rebus” ovvero “c’è una giusta misura per tutto” – non privatevi del piccolo piacere d’un boccale fra amici, ma non abusatene mai.

La paura di trovare il boccale vuoto ha un nome

Si chiama “cenosillicafobia” in italiano, e “cenosillicaphobia” nei paesi anglosassoni ove il termine è evidentemente più usato. Chi soffre di questa fobia rischia d’arrivare a veri e propri attacchi di panico una volta intravisto il fondo del bicchiere…

Non faremo della facile ironia sulla questione, ma per l’ideale catalogo del “Mai Più Senza” abbiamo un
prezioso suggerimento per voi amanti della birra artigianale e di tutti i suoi segreti.

Baladin: il birrificio piemontese d’ispirazione belga

Il Piemonte ci regala da sempre pregevoli emozioni vinicole, la sorpresa è l’aver scoperto una altrettanto eccellente selezione di birre: a produrle è il birrificio Baladin, nato come brewpub nel 1996 in un piccolo paese affacciato sulle Langhe.

La nascita del birrificio Baladin coincide con quella del movimento artigianale italiano,
fu infatti in quel periodo che il mastro birraio Teo Musso, già proprietario da circa una decade dell’omonimo pub,
decise di servire ai propri clienti oltre ai marchi classici, le sue birre d’ispirazione belga. 

L’idea illuminante di Teo fu quella d’indagare sapori e profumi per arrivare ad un perfetto e gustoso accostamento di cibitipologie di birra: la sua prima iniziativa commerciale fu infatti quella d’inviare a 500 ristoranti una campionatura delle sue due birre, per convincere gli chef italiani ad amare il prodotto, al punto tale d’inserirlo a pieno titolo nei menu, accanto ad etichette di vini famosi.


La birra Baladin fra tradizione e modernità

La birra Baladin piace, piace tanto da portare l’azienda nel 2016 ad inaugurare una nuova sede del birrificio all’interno del parco Baladin Open Garden, ed a servirsi d’un impianto dalla capacità di ben 50.000 ettolitri/anno

Baladin ha da sempre prodotto birre ad alta fermentazione e non pastorizzate, puntando su un attento equilibrio di aromi e ricercando la massima qualità della materia prima -qualità ritrovata integralmente nell’italico suolo, diciamo quasi a KM0:

  • Oltre l’80% dell’orzo utilizzato viene prodotto internamente
  • Il malto in più, dai campi d’orzo di Melfi in Basilicata e Urbino nelle Marche
  • I cereali crudi dallo stesso Piemonte
  • Il luppolo da una coltivazione sperimentale vicino al birrificio
  • Il lievito anch’esso internamente

L’obiettivo economico ma indiscutibilmente culturale del Signor Baladin, è quello di perseguire la totale indipendenza in termini di produzione di materie prime, di energia sfruttando il solare e di trasformazione degli scarti di produzione: un processo a 360° volto a garantire il controllo e la qualità delle sue birre per tutti i suoi allegri estimatori.

Baladin ha inoltre aperto negli anni ben 13 locali in tutta Italia per contribuire alla diffusione della cultura della birra artigianale, offrendo un ventaglio di circa 30 diversi tipi di birra.

Parliamo del Made in Italy, di qualità e passione nostrana, di dedizione e cura al dettaglio… Ma, amici San Tommaso, se le parole non vi avessero convinto, perché non provare per credere?
Winelivery vi consegna le birre Baladin direttamente a casa, in soli 30 minuti ed alla giusta temperatura di servizio.