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martedì, Maggio 26Storie, Racconti, Notizie sul mondo del Wine & Beverage

Vite Colte: dove il vino racconta le Langhe di Cesare Pavese

C’è un modo unico di raccontare un territorio: attraverso le sue parole e i suoi vini. Vite Colte li unisce entrambi, dando vita a etichette che portano il nome dei romanzi di Cesare Pavese, lo scrittore nato a Santo Stefano Belbo che ha saputo immortalare le colline piemontesi come nessun altro.

Ogni bottiglia è un capitolo di Langa, un frammento di quel paesaggio dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Una cantina cooperativa fuori dagli schemi

Vite Colte nasce nelle Langhe negli anni ’80 e si rinnova profondamente nel 2016, avviando un ambizioso progetto di crescita. Oggi la cantina riunisce 180 viticoltori che coltivano complessivamente 300 ettari di vigneto tra Langhe e Monferrato, con sede principale nel cuore di Barolo. Un modello cooperativo virtuoso, dove la qualità non è un obiettivo individuale ma un impegno condiviso: ogni socio aderisce a un rigido protocollo produttivo che prevede vigneti di almeno 15 anni, basse rese per ceppo, vendemmia interamente manuale e una gestione agronomica orientata alla sostenibilità, tra lotta integrata e coltivazione biologica.

La produzione è esclusivamente piemontese, tutta a DOC e DOCG. Una gamma ampia e coerente, dove ogni vino è figlio del territorio e della visione collettiva di chi lo coltiva.

“La Luna e i Falò” — Barbera d’Asti DOCG Superiore

Quando si parla di Vite Colte, si parla di questo vino. “La Luna e i Falò” è il vino bandiera della cantina, prodotto per la prima volta nel 1988 e da allora mai più abbandonato. Il nome viene dal capolavoro di Cesare Pavese, quel romanzo del ritorno alle radici, del legame con la terra e con la memoria. Valori che appartengono anche a questa bottiglia.

Barbera 100%, dalle vigne selezionate tra Nizza Monferrato, Agliano Terme e il Monferrato astigiano. Affina 12 mesi in barrique (di cui il 30% nuove) e riposa altri 6 mesi in bottiglia prima di arrivare nel calice. Il risultato è un rosso generoso, immediato ma complesso: al naso si aprono profumi di viola, frutti di bosco, liquirizia e una nota di vaniglia che arriva dal legno senza mai coprire il frutto. In bocca è fresco, morbido, con una lunghezza che sorprende.

È uno di quei vini che si finiscono senza accorgersene. Calice dopo calice, accompagna tutto il pasto — dalla carne arrosto ai formaggi stagionati, da un tagliere condiviso a una sera che si allunga senza che nessuno se ne accorga. È il vino che fa sempre fare bella figura, e dopo oltre trentacinque anni di storia i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, ottenuti più volte nel corso degli anni, lo confermano come uno dei vini più iconici dell’intera denominazione Barbera d’Asti Superiore.

“Tra Donne Sole” — Piemonte DOC Sauvignon

Il nome viene dall’omonimo romanzo di Pavese del 1949, un racconto di emancipazione femminile ambientato nel Piemonte del primo Novecento. Un titolo forte, con una storia dentro. Come il vino.

“Tra Donne Sole” è il Sauvignon di Vite Colte — 100% Sauvignon — e la sua particolarità sta in un’idea tanto semplice quanto efficace: la vendemmia in tempi scalari. I vigneti si trovano ad altitudini diverse e maturano in momenti diversi. Le uve raccolte in anticipo regalano aromi primari intensi — sambuco, foglia di pomodoro, erba fresca — quella freschezza vegetale che è il marchio di fabbrica del vitigno. Le uve raccolte più tardi, leggermente surmature, portano note di frutta tropicale, mango, frutto della passione, e una morbidezza in più. L’assemblaggio finale è il punto di equilibrio tra queste due anime: non un compromesso, ma una sintesi. Dopo la fermentazione, il vino riposa almeno 3 mesi sui lieviti in acciaio.

Nel bicchiere è un bianco aromatico e complesso, con più carattere di quello che ci si aspetta. In bocca è setoso e lungo, con note di vaniglia e menta e una chiusura fresca che invita al sorso successivo. Funziona benissimo come aperitivo, ma sa reggere anche su piatti importanti — è un bianco da tutto pasto, non solo da primo sorso.

“Cinquecento” — Alta Langa DOCG Brut Millesimato

Il nome dice tutto: Cinquecento come i 500 metri di quota a cui crescono i vigneti destinati a questo Metodo Classico. Quella quota non è un dettaglio — è una scelta deliberata e una garanzia di qualità. Quassù, sopra i 500 metri, il clima è più freddo, la stagione vegetativa più lunga, e le uve maturano lentamente. È esattamente quello che serve per produrre un grande spumante. In un’epoca in cui il cambiamento climatico sta ridisegnando la viticoltura, scegliere di andare in alto è una risposta intelligente e coraggiosa. La visione di Vite Colte è chiara: diventare gli Specialisti dell’Alta Quota.

Un blend di Pinot Nero (80%) e Chardonnay (20%), con un affinamento sui lieviti di minimo 30 mesi in bottiglia. La prima vendemmia è la 2017 — un progetto relativamente giovane, ma già posizionato nel segmento alta gamma degli spumanti italiani. Nel bicchiere si presenta giallo paglierino luminoso con un perlage fine e persistente. Al naso è elegante e stratificato: crosta di pane, lievito, frutta secca e qualche nota floreale. Non è un naso esuberante — è raffinato, costruito nella pazienza dei mesi sui lieviti. In bocca è pieno, ricco, con una buona acidità che lo mantiene verticale. La spuma è fine, cremosa, pulisce il palato e lascia una lunga persistenza aromatica.

È uno spumante da aperitivo nel senso migliore del termine: apre il pasto con eleganza, ma regge benissimo anche abbinato a un primo piatto o a un bel pesce.

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