Ci sono storie che nascono al bancone di un bar, tra un brindisi e l’entusiasmo di chi non si accontenta. Ziveli è una di queste. Nasce a Milano dall’amore per il vino di quattro amici — Stefano, Massimiliano, Giovanni e Claudio — accomunati da un palato fine e da viaggi diversi, ma da un’unica grande passione.
Il nome stesso è un programma: Ziveli, da pronunciarsi “živeli”, è insieme un’impronta scarlatta e il brindisi con cui si festeggia. Un saluto conviviale, erede delle bisbocce serbe di Claudio, che racconta perfettamente lo spirito della casa: gente ruvida ma genuina, che ti accoglie con un bicchiere di vino sempre mezzo pieno.

Una bussola puntata oltre confine
Ziveli ha il cuore diviso fra Italia e Francia, ma lo sguardo ben teso su tutta la Mitteleuropa e poi più giù, lungo la dorsale balcanica. Perché qui i confini non sono un limite, ma una linea da valicare con curiosità, senza pregiudizi e con passo sicuro.
È un viaggio continuo sulla strada dell’enologia del presente e del futuro, ma anche su quella che si riteneva perduta e poi è stata riscoperta. Un percorso fatto di scelte concrete: cercare i fornitori direttamente sul territorio, conoscere personalmente i produttori, entrare nei loro vigneti e nelle loro cantine, sedersi a tavola con le loro famiglie. Perché — ed è una convinzione profonda — un grande vino si nutre anche del profumo del mosto, della botte e del retro bottega, oltre che dello studio: il sapere è il fondamento della buona pratica.
Il risultato è una selezione di etichette indipendenti e caparbie, in cui ogni bottiglia porta con sé la storia di una vigna raccontata dalla voce di chi piega la schiena per zappare la terra. Sursum corda e… Ziveli!
Tre referenze, in particolare, riassumono questa filosofia meglio di mille parole: un Sauvignon dell’Alto Adige e due bianchi del Collio sloveno, tutti biodinamici, tutti figli di un’agricoltura che mette il territorio al primo posto.
Preyda Sauvignon — Dolomiti IGT Biodinamico 2022, Weingut Seppi
Si parte dalle Dolomiti, in Alto Adige, dove il Weingut Seppi ha abbracciato la filosofia biodinamica già dal 2005. È un vino che nasce quasi tutto in vigna: il lavoro paziente e attento tra i filari permette di intervenire pochissimo — quando non per nulla — in cantina, lasciando che sia il frutto a parlare nella sua integrità. Il Preyda è l’incontro tra tradizione e innovazione, un’espressione autentica del territorio dolomitico, in cui la cura dedicata alle vigne si ritrova intatta nel bicchiere.
Un Sauvignon Blanc in purezza, dal colore giallo dorato chiaro. Al naso si apre fresco e fruttato, con note di agrumi, pompelmo e uva spina che compongono un profumo intenso e avvolgente. In bocca è salato e fresco, con un finale liscio e tondo che chiude in perfetto equilibrio.
Malvazija — Suho Kakovostno Vino ZGP Biodinamico 2020, Reia
Si valica il confine e si arriva a Neblo, nel cuore del Collio sloveno. Qui l’Azienda agricola Reia coltiva le proprie vigne su una fascia collinare che dalla pianura friulana digrada fino all’Adriatico, tra i panorami delle Alpi Giulie e il mare. La pratica biodinamica rispetta l’ambiente circostante e custodisce l’equilibrio naturale del terroir: un piccolo tesoro culturale ed enogastronomico, frutto di una lunga tradizione che unisce mondo slavo e mondo romanico.
La Malvazija in purezza si presenta di un giallo intenso, arricchito da delicati riflessi aranciati. Il naso esprime tutta l’aromaticità tipica del vitigno, con sentori netti di frutta a polpa gialla. Il sorso è fresco e pulito, attraversato da quelle note iodate che richiamano il mare: una natura “marina” sempre presente, che rende ogni assaggio rinfrescante e riconoscibile.

Rebula — Suho Belo Vino Biodinamico 2020, Reia
Si resta a Neblo per chiudere con il vino più audace dei tre. La filosofia di Reia è un manifesto di agricoltura olistica: oltre alle uve, l’azienda coltiva in modo biodinamico ciliegie, albicocche, cachi, pere pettorali e olive, su una superficie di 15 ettari divisa tra due terzi di vigne e un terzo di frutteti e uliveti. Una realtà certificata BIO e Demeter, che lavora per il benessere di flora e fauna e mantiene un equilibrio raro nel paesaggio pittoresco del Collio.
La Rebula in purezza è un orange wine nel senso più pieno del termine: colore arancio intenso e brillante, con sfumature calde e avvolgenti che ricordano un tramonto d’estate. Il profumo è persistente e fruttato, con note di pompelmo e limone impreziosite da accenni speziati di anice e cannella. In bocca domina una forte salinità unita a una spiccata mineralità, per un sorso pieno e lungo, pensato per i palati più esigenti.
Tre etichette, due terroir, un’unica visione: quella di chi va a cercare il vino dove nasce e lo porta nel bicchiere senza filtri.
