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sabato, Ottobre 10Storie, Racconti, Notizie sul mondo del Wine & Beverage

Vite Colte: dove il vino racconta le Langhe di Cesare Pavese

C’è un modo unico di raccontare un territorio: attraverso le sue parole e i suoi vini. Vite Colte li unisce entrambi, dando vita a etichette che portano il nome dei romanzi di Cesare Pavese, lo scrittore nato a Santo Stefano Belbo che ha saputo immortalare le colline piemontesi come nessun altro.

Ogni bottiglia è un capitolo di Langa, un frammento di quel paesaggio dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Una cantina cooperativa fuori dagli schemi

Vite Colte nasce nelle Langhe negli anni ’80 e si rinnova profondamente nel 2016, avviando un ambizioso progetto di crescita. Oggi la cantina riunisce 180 viticoltori che coltivano complessivamente 300 ettari di vigneto tra Langhe e Monferrato, con sede principale nel cuore di Barolo. Un modello cooperativo virtuoso, dove la qualità non è un obiettivo individuale ma un impegno condiviso: ogni socio aderisce a un rigido protocollo produttivo che prevede vigneti di almeno 15 anni, basse rese per ceppo, vendemmia interamente manuale e una gestione agronomica orientata alla sostenibilità, tra lotta integrata e coltivazione biologica.

La produzione è esclusivamente piemontese, tutta a DOC e DOCG. Una gamma ampia e coerente, dove ogni vino è figlio del territorio e della visione collettiva di chi lo coltiva.

Barbera e Nebbiolo: il Piemonte in due bottiglie

Due vitigni, due caratteri profondamente diversi e un’unica terra d’origine. Da una parte la Barbera, il rosso più diffuso del Piemonte, legato alla quotidianità e alla tavola; dall’altra il Nebbiolo, l’uva da cui nascono alcuni dei vini piemontesi più celebri.

La prima porta nel calice calore, frutto e polpa, il secondo si distingue per profumo, tannino e finezza. Due modi diversi di raccontare il Piemonte, da scoprire attraverso due delle etichette di Vite Colte: La Luna e i Falò e Valdolmo.

“La Luna e i Falò” — Barbera d’Asti DOCG Superiore

Quando si parla di Vite Colte, si parla di questo vino. “La Luna e i Falò” è il vino bandiera della cantina, prodotto per la prima volta nel 1988 e da allora mai più abbandonato. Il nome viene dal capolavoro di Cesare Pavese, quel romanzo del ritorno alle radici, del legame con la terra e con la memoria. Valori che appartengono anche a questa bottiglia.

Barbera 100%, dalle vigne selezionate tra Nizza Monferrato, Agliano Terme e il Monferrato astigiano. Affina 12 mesi in barrique (di cui il 30% nuove) e riposa altri 6 mesi in bottiglia prima di arrivare nel calice. Il risultato è un rosso generoso, immediato ma complesso: al naso si aprono profumi di viola, frutti di bosco, liquirizia e una nota di vaniglia che arriva dal legno senza mai coprire il frutto. In bocca è fresco, morbido, con una lunghezza che sorprende.

È uno di quei vini che si finiscono senza accorgersene. Calice dopo calice, accompagna tutto il pasto — dalla carne arrosto ai formaggi stagionati, da un tagliere condiviso a una sera che si allunga senza che nessuno se ne accorga. È il vino che fa sempre fare bella figura, e dopo oltre trentacinque anni di storia i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, ottenuti più volte nel corso degli anni, lo confermano come uno dei vini più iconici dell’intera denominazione Barbera d’Asti Superiore.

Valdolmo — Langhe DOC Nebbiolo

Se La Luna e i Falò racconta il lato più caldo e generoso del Piemonte, Valdolmo ne mostra un’anima più fine ed elegante. Protagonista è il Nebbiolo 100%, coltivato su terreni sabbiosi e quasi privi di calcare, una caratteristica che contribuisce a dare vita a un vino delicato e armonioso. La vinificazione segue un approccio tradizionale, con una macerazione di circa 15 giorni, seguita dalla fermentazione malolattica e dall’affinamento.

Nel calice si presenta rosso rubino intenso. Il profilo aromatico è fine e delicato, con richiami di liquirizia e grafite, mentre al palato mostra un buon equilibrio tra freschezza e tannini ben integrati, accompagnato da note di frutti rossi e da un finale lungo e persistente.

È un Nebbiolo capace di mostrare il carattere del vitigno in una veste immediata e versatile: perfetto per accompagnare i piatti della tradizione piemontese, dalle paste ripiene e gli agnolotti ai primi e secondi piatti di terra.

E l’autunno è forse il momento migliore per portarlo in tavola. Il Nebbiolo è infatti una varietà dalla maturazione tardiva, tradizionalmente vendemmiata tra la fine di settembre e ottobre: proprio quando le colline piemontesi iniziano a vestirsi dei colori e delle atmosfere della nuova stagione.

Ottobre si beve rosso

Due bottiglie, due espressioni diverse dello stesso territorio. La Luna e i Falò porta con sé il carattere generoso della Barbera; Valdolmo racconta invece l’eleganza del Nebbiolo.

Insieme diventano un piccolo viaggio tra Langhe e Monferrato, proprio nel momento dell’anno in cui queste colline mostrano il loro volto più autentico.

Porta nel calice il cuore del Piemonte. Scopri La Luna e i Falò e Valdolmo di Vite Colte e scegli quale anima piemontese mettere in tavola.