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5 cose che forse non sai sul Nero d’Avola

Dici Nero d’Avola e pensi alla Sicilia. Quasi fosse un sinonimo della regione più interessante del panorama vinicolo nazionale.

Non a caso è proprio il Nero d’Avola a rappresentare ancora oggi il vitigno a bacca rossa, autoctono, cioè tipico del territorio, più coltivato in assoluto sull’isola.
Pronti a scoprire qualche curiosità sul Nero d’Avola e su alcune delle sue più moderne espressioni?

Ecco le prima 5 cose da sapere sul Nero d’Avola

  1. Iniziamo con un po’ di numeri. La Sicilia è la regione italiana con la maggiore superficie vitata. Si parla di circa 110mila ettari a vigneto, suddivisi in diversi distretti vitivinicoli. Di questo sterminato territorio, circa il 20%, poco meno di 20mila ettari, è coltivato a Nero d’Avola.
  2. Grazie a un vigneto così esteso, e soprattutto grazie all’estrema diversità dei suoi ambienti naturali, che vanno dal mare alla montagna, con climi molto eterogenei, la Sicilia detiene anche un altro record: quello del maggior numero di vitigni autoctoni coltivati. Oltre ai Nero d’Avola, assoluto protagonista della moderna viticoltura regionale, si trovano anche altre interessanti chicche come Catarratto, Grillo o Insolia (o Inzolia), a loro volta capaci di dar vita a vini di assoluto pregio e forte legame con il territorio.
  3. Tra le aree produttive siciliane, quella che è da sempre riconosciuta come la più vocata per la coltivazione del Nero d’Avola, e  che soprattutto ha contribuito più di altre alla rinascita dell’enologia siciliana, è quella affacciata sul mar Mediterraneo, a Sud dell’Isola. Qui, lungo l’asse che congiunge la Valle dei Templi ad Agrigento e Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, entrambe siti Patrimonio dell’Umanità (UNESCO), si trovano condizioni ideali per la coltivazione della vite. Il clima, in particolare, è mediterraneo, con lunghi inverni miti ed estati calde che favoriscono la perfetta maturazione delle viti. Ma con benefiche brezze marine che dalla costa salgono sulle dolci colline del primo entroterra a stemperare il caldo eccessivo. Qui i vigneti raggiungono anche i 400 metri sul livello del mare e godono di buone escursioni termiche tra il giorno e la notte che prolunga la fase di maturazione e permettono ai vignaioli di portare in cantina uve sane e ricche di profumi.
  4. Del resto la viticoltura di qualità in questo felice angolo di Sicilia non è un esperimento degli ultimi anni. Qui, infatti, si coltiva uva fin dal 1.700, periodo al quale vanno fatti risalire i primi Bagli. Con questo termine un tempo si indicava una fattoria fortificata, con un ampio cortile edificata, all’interno dei confini di un feudo. Oggi, grazie all’impegno di imprenditori illuminati, sia isolani sia giunti in Sicilia da altre regioni d’Italia, molti di queste antiche strutture agricole sono tornate allo splendore di un tempo e oggi sono le sede di aziende vinicole moderne capaci di affrontare i principali mercati internazionali.
  5. Parlando di Nero d’Avola molti sono portati a credere che sappia dare il meglio solo vinificato in rosso. In realtà, grazie alla natura eclettica di questo vitigno, dotato di una bella acidità naturale, si possono ottenere ottimi risultati anche con vinificazioni non convenzionali. E in particolare oggi si trovano anche degli interessanti spumanti Charmat. Vini dotati di grande personalità e di uno stile tutto particolare.

Protagonista in questo ambito è senza dubbio la cantina Principi di Butera, che si trova nelle terre dell’omonimo Feudo. Qui la famiglia Zonin ha saputo valorizzare al meglio il Nero d’Avola prodotto in azienda applicando il suo lungo Know how nella spumantizzazione. Il risultato è il pregiato Neroluce Brut, il cui nome gioca sul contrasto tra il Nero d’Avola e la luce del perlage di questo spumante (anche in versione magnum).

Neroluce Brut

Vi sembra impossibile? Allora fate come noi e provate personalmente questa insolita etichetta e scoprire la piacevolezza di una bollicina siciliana al 100%. Siamo certi che non ve ne pentirete e che poi vorrete provare anche gli altri vini dell’azienda.

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Buona degustazione, ovviamente con Winelivery!