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Esistono davvero i vini senza solfiti?

E’ giunto il momento che Winelivery vi aiuti a schiarirvi le idee sul tema dei solfiti. La domanda che tutti si pongono è: ma esistono davvero i vini senza solfiti?

Cominciamo a chiarire che i solfiti non sono dannosi per la salute dell’uomo (almeno in moderate quantità). I solfiti, infatti, sono semplicemente degli additivi antiossidanti, comunemente utilizzati nel settore alimentare e anche nella produzione di vini. Il loro scopo principale è rallentare lo sviluppo dei microbi e il corretto mantenimento dei prodotti.

Va però premesso che la solforosa è anche uno dei sottoprodotti della fermentazione alcolica. E di conseguenza, seppur in piccole dosi,  è sempre presente in tutti i vini al termine della fase di vinificazione.

Nelle cantine, però, la solforosa viene usata anche anche per stabilizzare il colore e rendere più stabile il  vino durante l’imbottigliamento. E i problemi cominciano quando la solforosa comincia a essere utilizzata con troppa “generosità”. In quel caso, infatti, può dare dei problemi alle persone più sensibili. Tipicamente causa mal di testa e mal di stomaco. Ma nei casi più gravi può portare anche a broncospasmi (specie nei soggetti soggetti asmatici) e reazioni allergiche più gravi.

 

La legge non obbliga i produttori a dichiarare la quantità di solfiti aggiunti ma si limita a fissare un limite massimo consentito, imponendo alle aziende di indicare comunque sempre in etichetta la frase “Contiene Solfiti”.

 

Un vino totalmente senza solfiti, quindi, non esiste. Quello che dobbiamo ricercare, se siamo particolarmente sensibili a questi elementi, è l’indicazione di  “Senza solfiti aggiunti”. L’unica garanzia che il produttore ci può dare, infatti, è quella di non averne aggiunti volontariamente in cantina. Risultato questo che si ottiene solo se è stata prestata la massima attenzione a ogni fase di lavorazione. Un’attenzione in più nei confronti dei consumatori.

Etichetta di un vino dell’azienda Perego&Perego, che opera nel totale rispetto delle norme legislative per ciò che riguarda i solfiti aggiunti.

Ha senso quindi monitorare il quantitativo di solfiti contenuti in un vino? Diciamo di sì. L’importante è non farne un’ossessione. Rispetto al passato, infatti, oggi tutte le cantine sono attente a non abusarne e mediamente il livello di solfiti presenti nelle bottiglie che compriamo sono molto bassi.

4 curiosità sui solfiti

Per concludere ecco quattro cose che dobbiamo sapere quando parliamo di solfiti:

  1. I vini bianchi hanno mediamente più solfiti rispetto ai vini rossi
  2. I vini dolci e passiti sono quelli che, in media, hanno più solfiti in assoluto
  3. Nei vini rossi, specie se invecchiati, il livello di solfiti è mediamente piuttosto basso
  4. Parte dei solfiti svaniscono nell’istante stesso in cui si apre la bottiglia. Solo una piccola parte rimane nel bicchiere dopo qualche minuto.

Vi abbiamo incuriosito? Ottimo! Andate a consultare la selezione di Winelivery dedicata a questi prodotti. Penseranno i nostri driver a portarli a casa vostra, in mezz’ora, alla giusta temperatura di servizio.

Buona degustazione!